Intervista a Helsinki 1 settembre 2016

Salve Salla e Wesley! Ci potreste raccontare un po’ di voi e di come siete diventati designer?

Salla Luhtasela: Sono originaria di Vihti, Finlandia, e a 20 anni mi sono trasferita nella capitale Helsinki. Ho lavorato tra l’altro come pasticcera e panettiera prima di interessarmi a cose più visive e trovare la ceramica. Nel 2013 mi sono iscritta all’Università Aalto per studiare ceramica e arte del vetro. Ho ancora un anno per terminare gli studi, in quanto mi sono concentrata sui miei progetti e sono anche stata studentessa di scambio a Londra.

Wesley Walters: Io ho una storia un po’ più lunga, ma cercherò di raccontarla in breve. Sono cresciuto in una piccola città della California, in cui la natura a dire la verità è molto simile a quella della Finlandia: molti boschi e laghi. Ho studiato lingua e letteratura giapponese e ho effettuato una parte degli studi in Giappone, dove ho iniziato a lavorare come interprete. Tramite un amico mi sono ritrovato a fare da interprete durante le riprese del film Kill Bill di Quentin Tarantino in Cina. Avendo a che fare con gli scenografi, ho iniziato ad interessarmi di design e scenografia. In seguito ho lavorato in uno studio di architetti a New York come assistente e mi sono laureato a Tokyo. Qui oltre al lavoro di interprete ho iniziato a lavorare al legno e alla ceramica, e ho approfondito il design scandinavo, che è popolare in Giappone. Nel 2012 sono stato accettato presso l’Università Aalto, per studiare design del mobile. Devo solo finire la tesi per laurearmi. Di weekend faccio ancora traduzioni dal giapponese.

Salla: Ultimamente sono riuscita a fare soltanto ceramica, ma il lavoro come pasticcera mi interessa ancora. Sarebbe bello unire le due cose in qualche modo.

Wesley: In realtà sono alcuni anni che sognamo di avere uno spazio che unisca studio, caffetteria e galleria in cui siano in mostra e in uso la ceramica e i mobili di entrambi. E il cliente potrebbe acquistare i prodotti desiderati alla fine della sua visita.



Wesley Walters e Salla Luhtasela

Come vi siete incontrati e avete iniziato a lavorare insieme?

Salla: Ci siamo conosciuti all’università, eravamo nello stesso corso di ceramica. Wesley ha notato subito quanto simile fosse il nostro stile.

Wesley: Sono rimasto affascinato dai lavori in ceramica fatti da Salla durante il corso, così sottili e delicati. Abbiamo iniziato a lavorare insieme soltanto due anni fa, quando Salla mi ha chiesto di realizzare le parti in ceramica per un progetto. Abbiamo creato insieme anche le stoviglie per il ristorante Michelin Ask di Helsinki e mi sono reso conto di quanto Salla fosse paziente e delicata con la ceramica. Lavorare insieme è facile e naturale in quanto abbiamo gusti simili e chiediamo l’opinione l’una dell’altro. Progettiamo e disegnamo insieme, ma nella realizzazione Salla si occupa di ceramica e io di legno.

La caffettiera e teiera in ceramica Piippu



Ancora complimenti per aver vinto il concorso FDS Award! Come è nato lo sgabello Perch?

Wesley: Tutto è iniziato dalla maniglia di una caffetteria dell’Università Aalto che ammiravo sempre ogni volta che mi ci recavo a prendere il caffè. Realizzata in rovere, la maniglia ha tutti i segni del tempo essendo in uso da 60 anni. Ho pensato che sarebbe stato divertente utilizzare la sua forma per la realizzazione di un mobile. L’anno scorso stavamo preparando la nostra mostra per la Helsinki Design Week e abbiamo pensato che fosse una buona idea realizzare uno sgabello, così da non dover stare sempre in piedi durante i cinque giorni della mostra. Abbiamo fatto due versioni, una più alta per me e una più bassa per Salla. Poi abbiamo partecipato al concorso FDS Award e non pensavamo che lo sgabello avrebbe riscosso così tanto successo. All’inizio pensavamo che la sua forma fosse troppo semplice.

Salla: Ero a Londra quando Wesley mi ha inviato un messaggio per dire che avevamo vinto. Mi sembrava incredibile!

Lo sgabello Perch in nero.



Nello sgabello ci sono gli ingredienti per un nuovo classico. Nel design si possono vedere riferimenti tra gli altri al lavoro artigianale tradizionale giapponese.

Wesley: In generale chi lavora nel campo della ceramica e del legno fa spesso riferimento al Giappone, in quanto lì si realizzano oggetti di qualità e belli. Ma visto che vi ho abitato per lungo tempo, cerco sempre di non fare cose giapponesi. Ma sembra che non ci riesca molto bene!

Da dove viene il nome dello sgabello Perch?

Wesley: Il nome deriva dal verbo inglese ”perch” che significa appollaiarsi. Un uccello si appollaia su un ramo, si guarda intorno e vola via. È anche la funzione dello sgabello, sedersi per un po’. La seduta arrotondata in realtà permette di starve seduti anche un po’ di più.


Lo sgabello Perch viene prodotto da Nikari.

Perch è entrato a far parte della collezione del marchio finlandese Nikari. Com’è andata la collaborazione?

Salla: La collaborazione con Nikari per noi è la realizzazione di un sogno. Tutto è andato benissimo e è bello notare che i designer vengono apprezzati e ascoltati.

Wesley: Lo sgabello oltre ad essere bello è anche resistente, grazie agli abili falegnami di Nikari. Lavoriamo sempre lentamente in quanto realizziamo da soli tutti i prototipi. Nel caso dello sgabello Perch tutto il tempo utilizzato non è andato sprecato in quanto presso Nikari è stato soltanto un po’ modificato e è entrato velocemente in produzione.

A cosa state lavorando in questo momento?

Salla: Parteciperemo alla fiera Habitare, durante la quale presenteremo i nostri nuovi lavori. Più ceramica è in arrivo per la caffetteria Maja e il ristorante Ask. In programma c’è anche la realizzazione di nuove versioni dello sgabello Perch. 

Testo: Mikko Vaija
Traduzione: Daniela Chiucchiù
Foto: Riikka Kantinkoski, Pauliina Salonen e Chikako Harada