Intervista del 16 ottobre 2010

Salve Hella! Come stai?

– Salve! Bene, grazie. Mi sono appena trasferita in un nuovo luogo di lavoro multidisciplinare che abbiamo fondato con le mie colleghe nella zona di Helsinki chiamata Jätkäsaari, in un edificio progettato dall’architetto finlandese Lars Sonck. Nell’edificio, che si trova nella zona del vecchio porto, c’è una bella atmosfera e speriamo di potervi organizzare più attività culturali.


Raccontaci un po’ di te.

– Vengo dalla città di Tampere, e da bambina e ragazzina abitavo nella zona della città chiamata Pispala, il vecchio distretto della classe operaia. Adesso vivo a Helsinki. Mi sono laureata due anni fa in architettura presso l’Università Aalto di Helsinki e ho studiato architettura anche in Olanda. In precedenza ho studiato anche biologia, ma poi ho optato per l’architettura perché unisce molte cose che mi interessano: arte, scienze e pensiero sociale.


La famiglia di lampade Bol: Raindrop, Snowball e Broken Bol


Che fai durante il tempo libero?

– Una delle mie attività preferite è partecipare ai gruppii femminili di bricolage, una versione moderna delle tradizionali scuole di ricamo. Vado molto in bicicletta, nuoto e leggo gialli e tutto ciò che riguarda il miglioramento del mondo. Sogno di poter passare più tempo nella casa delle vacanza o in barca a vela.


Hai disegnato le lampade Bol che sono una delle novità del momento su Finnish Design Shop. Dove hai trovato l’ispirazione per le lampade?

– L’idea mi è venuta quando ho provato che aspetto avrebbero avuto vecchi tessuti come tovaglie, tende e merletti se combinati con la luce. Ho trovato particolarmente interessante la luce soft e d’atmosfera che proveniva dall’unione di stoffe di diversa consistenza.




Collezione di abbigliamento Written on the Wind in tessuto riciclato.


La lampada Bol è fatta con tessuti riciclati. Dove trovi i materiali?

– Dopo una lunga ricerca ho trovato un’azienda vicino alla città di Lahti che dispone di vari tessuti di cotone di colore bianco che sono in buone condizioni. Inoltre nelle lampade ci sono sempre particolari di altri tessuti che trovo nei mercati delle pulci. Per realizzare i particolari delle lampade è possibile utilizzare anche le stoffe dei clienti. I vecchi materiali sono fantastici a causa delle loro imperfezioni e particolari che danno un’unicità e una storia ad un prodotto che sarebbe altrimenti semplice. Credo che i materiali che sono sopravvissuti ad uno o più usi abbiano una qualità migliore di molti materiali nuovi che sono stati fabbricati con metodi economici e scarsa qualità.


Ricordo di aver già visto le lampade Bol alla Settimana del Design di Helsinki nel 2007. Le lampade attuali sono cambiate dai quei primi modelli?

– Sono avvenuti molti cambiamenti nelle lampade, e non tutti sono propriamente visibili. Quasi tutta la tecnica di produzione, lo stampo che utilizzo e la materia collante sono cambiati e migliorati. I cambiamenti più visibili sono il nuovo cavo in tessuto e l’aspetto grafico. Inoltre le lampade Bol adesso sono disponibili in tre diversi modelli e dimensioni – e il quarto modello è in corso di realizzazione.


Le lampade Bol sono in mostra al Padiglione Finlandese Kirnu all'EXPO di Shanghai 2010. Foto: Lucas Schifres


Le lampade Bol sono in mostra al Padiglione Finlandese Kirnu all'Expo di Shanghai 2010. Complimenti! Il Padiglione Finlandese recentemente ha battuto il record di 5 milioni di visitatori. Cosa significa questa visibilità per un designer?

– Partecipare ad un expo internazionale è certamente un’opportunità unica. È stata una grande sorpresa quando ho ricevuto la telefonata dagli architetti JKMM che mi hanno chiesto di inviare venti lampade Bol per l’arredamento della zona VIP del Padiglione Finlandese. Naturalmente qui non è questione di conquistare i mercati cinesi, ma per una azienda di piccole dimensioni come la mia l’aspetto più importante è senz’altro la visibilità, nuovi contatto e speriamo anche la credibilità.


Parli molto del termine upcycling. Puoi spiegarci di più?

– Upcycling significa utilizzare materiali di recupero, e trasformare vecchi materiali in una nuova forma caratterizzata da valore e qualità ancora maggiori di prima. Nel mio lavoro sono interessata allo sviluppo del pensiero dell’upcycling a livello di oggetti, spazi e città. Nelle lampade Bol il pensiero dell’upcycling è chiaramente visibile.


Proposta per un nuovo uso del vecchio tunnel della stazione centrale di Helsinki insieme a Aino Aspiala e Sanna Meriläinen.


Un esempio di upcycling possono essere i mobili dell'olandese Piet Hein Eek, realizzati con i residui della lavorazione del legno. Hai un modello o un designer preferito?

– Piet Hein Eek è sicuramente uno dei miei preferiti. Anche l’architettura di tubi di cartone dell’architetto giapponese Shigeru Ban o le case dei francesi Lacaton&Vassal, in cui serre prefabbricate vengono incorporate e convertite in spazi vivibili, sono buoni esempi di un atteggiamento interessante del design. I miei amici, gli architetti DUS di Amsterdam, realizzano progetti di architettura che hanno un significato sociale. Ammiro i designer che hanno un atteggiamento anticonvenzionale e forte e che mettono in dubbio le convenzioni predominanti.


Quando ti vengono le idee migliori?

– Di solito quando mi allontano dalla scrivania. Spesso mentre vado in bicicletta o quando lavo i piatti, e quando sono in buona compagnia mi vengono le idee migliori in assoluto.


Il sito Internet Urban Dream Menagement è dedicato allo scambio di idee su fenomeni urbani (con)temporanei.


Quanto è importante per te come designer che i prodotti rispettino l'ambiente?

– Molto importante. Secondo me la responsabilità sociale e il rispetto dell’ambiente dovrebbero essere requisiti fondamentali quando si realizzano dei prodotti e non qualcosa di speciale. C’è ancora molto da fare perché il ciclo di vita dei prodotti diventi più duraturo. Prima di tutto il rispetto dell’ambiente a mio avviso significa qualità e lunga vita, cioè l’abbandono dell’utilizzo di prodotti usa e getta. Spero che a questo proposito in futuro i designer riescano a proporre agli utenti esempi ispiratori e a beneficiare della loro conoscenza del settore sempre più anche al di fuori della tradizionale progettazione dei prodotti.


Che progetti hai per il resto dell'anno?

– Al momento lavoro al progetto Urban Dream Management, che riguarda l’utilizzo creativo degli spazi urbani. A proposito di questo progetto sto organizzando un viaggio a New York, dove in primavera mi fermerò per un mese. Inoltre insegno all’Università Aalto, in un corso il cui tema è la città spontanea. E molto del mio tempo è dedicato anche allo sviluppo e realizzazione delle lampade Bol.

Testo: Mikko Vaija

www.hellahernberg.com
www.urbandreammanagement.com


Lampada Spinning BH1, bianco opaco

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