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Lampada da tavolo Lotus
Descrizione
La lampada da tavolo Lotus di GUBI dimostra cosa può fare la soffiatura del vetro di Murano nelle mani giuste – e poche mani erano più abili di quelle di Carlo Nason. Nato in una famiglia di vetrai di Murano, il designer italiano ha dedicato la sua vita all’esplorazione del vetro e di tutto ciò che poteva fare. La lampada Lotus è una delle risposte più affascinanti che ha trovato: una lampada dalla poesia discreta che riempie la stanza di una luce morbida e diffusa.
La lampada da tavolo Lotus apparve per la prima volta nel 1969 con il nome decisamente meno romantico di LT305. Il soprannome arrivò in seguito, ispirato alla forma dell’apparecchio, in cui quattro paralumi in vetro soffiato a bocca singolarmente si inseriscono l’uno nell’altro come i petali di un loto. Una struttura in acciaio accuratamente progettata, quasi invisibile, tiene insieme i paralumi proteggendo al contempo la lampadina. La lampada LT305 originale fu prodotta solo per pochi anni, ed è proprio questo che la rese un pezzo ambito dai collezionisti. GUBI ha ora riportato in produzione questa lampada iconica, rimanendo il più fedele possibile al design di Nason e intervenendo solo sulla struttura interna, dove alcune piccole modifiche hanno reso la lampada ancora più stabile.
- Diametro: 47 cm
- Diametro della base: 17 cm
- Diametro del paralume: 47 cm
- Altezza: 42 cm
- Lunghezza cavo: 200 cm
- Materiale Vetro pulegoso soffiato a bocca, acciaio
- Colore Trasparente, nero
- Attacco lampadina E27
- Lampadina LED da 7 W (incluso)
- Flusso luminoso 600 lm
- Classe IP 20
- Classe di protezione II
- Voltaggio 240 V
- Frequenza nominale 50–60 Hz
- Certificazioni e etichette CE
- Spina EU (type C)
- Colore cavo Nero
- Materiale cavo Tessile
- Peso 12,55 kg
- Dimmerabile No
- ID prodotto: GB10154425-EU
Carlo Nason (1935–2026) è stato uno dei designer di illuminazione più rispettati e conosciuti d’Italia. Nato in una famiglia di vetrai di Murano, è entrato in contatto fin da subito con le tradizioni artigianali del vetro nella vetreria di famiglia. Questo retroterra lo ha condotto naturalmente nell’età d’oro del design italiano, dove ha saputo unire le tecniche secolari di Murano ai nuovi ideali dell’avanguardia del dopoguerra. Il suo lavoro mostra sia l’influenza della Space Age sia richiami all’Art Déco, e le sue lampade, sculture e i suoi vasi fanno parte di collezioni come quelle del Museum of Modern Art di New York e del Corning Museum of Glass.
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